Disordine

So che mi aspetti  anche se probabilmente ti sei appena alzato dal letto.

Ormai le tue abitudini non mi fanno più arrabbiare come all’inizio. Mi riscopro a sorridere nel vederti stropicciare gli occhi  quando mi apri la porta, nella maglietta scolorita e i pantaloni a righe bucati.

Anche il disordine ha acquisito un nuovo senso. E’ tuo, ci sei tu fra i caricabatterie, le chiavi del motorino e di casa, i fogli di appunti, documenti, avanzi di cibi, sparsi sul tavolo e sull’unico altro mobile presente.

Entro rapida, cerco il tuo odore, lo trovo fra le labbra che odorano di sonno e nel collo in cui la fragranza del tuo profumo sopravvive tenue ma decisa dopo una giornata intera.

Non hai cucinato, ma sei operativo in pochi minuti, sei diventato multi-tasking come mi dici da un po’ per difenderti dalle mie accuse alla tua pigrizia. Ma in effetti già da qualche tempo non sei più quello lì, pigro e disorganizzato, che ricordavo di conoscere. Anzi sei instancabile.

Vai in cucina e ti organizzi per noi due. Proponi il menu della sera, mi sembra pretenzioso vista l’ora ma dico va bene. Osservo la tua schiena, ora, nella maglia nera, la magrezza delle gambe e dei fianchi, ti vedo tagliuzzare in modo professionale le verdure sul tagliere, e mi stupisco di come in poco più di mezz’ora sia tutto pronto.

La tavola è apparecchiata solo in una delle due estremità, nell’altra c’è il resto della spesa, le confezioni di frutta, i fogli spostati di lato per fare spazio; dal computer sul mobile basso di fronte al divano esce il sound r’n’b di una delle compilation fra i nostri frequenti ascolti.

Mangiamo poco, in genere solo una portata, un contorno, non ci importa troppo; ci sbrighiamo per spostarci sul divano, per ritrovarci nella nostra intimità di casa tua. Fumiamo una sigaretta, allunghiamo le gambe sul tavolino spostato per l’occorrenza, appoggio la testa sulla tua spalla.  Decidiamo di vedere un film e ci sistemiamo per la visione, mettendo i cuscini per terra per poggiarci le gambe. Cambiamo posizione mille volte sul divano scomodo per due, troviamo l’incastro perfetto e dalla nuova posizione sul fianco sento il tuo alito sull’orecchio, il tuo corpo abbandonato pesante su di me, ti sento fisicamente così vicino che anche i tuoi  pensieri mi sembrano  essere qui, con me.

 

Ci dicevamo sempre che per vivere insieme avremmo avuto bisogno di tanto spazio per rispettare i nostri stili di vita domestici … ma da un po’ ho capito che nessun ordine e nessuna casa di nessun tipo potrà mai compensare la felicità che il tuo calore può darmi. Non mi importa del caos … mi manchi tu e il tuo disordine, ora che ho capito che il vero disordine è altrove: è nelle parole dette male, nella presunzione di non perdere, nella mia sciocca incapacità di essere felice.

 

Alessandra

 

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2 thoughts on “Disordine

  1. Alessandra in te vive molto di più che una poliedrica anima di artista, tu sei la fiamma che incendia chi ti avvicina e non tutti sanno domare il fuoco, un giorno troverai o ritroverai l’anima gemella che il tempo divise

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