Sognando l’Irlanda – I. La partenza

Luglio, estate 1997. Sandy stava studiando per l’ultimo esame di quella sessione quando Seb la chiamò al telefono.
“Oh! Allora si parte, eh.”
“Ah, e dove si va?”
“Con Antonio ieri siamo andati in agenzia. Con ottocentomila lire partiamo per l’Irlanda. Viene anche Roby”.
“Mm. Quindi è già deciso che vai.”

“Andiamo tutti e quattro no? Comunque io, Anto e Roby andiamo sicuramente, in Irlanda è da troppo tempo che vogliamo andarci tutti.”
Forse i risparmi della borsa di studio le sarebbero bastati appena, ma l’Irlanda era anche il suo sogno.
“Io vengo. Dopo passa, ti do gli ottocentomila. Ciao”.
Mise su Dreams dei Cranberries e iniziò a cantare. La terra di Dolores O’Riordan e Sinéad O’Connor la aspettava. E Limerick, la città in cui era nata la sua eroina irlandese.

 

Quel pomeriggio Anto e Seb prenotarono per tutti. Per festeggiare l’imminente partenza andarono a bere una pinta da Donegal.
I boccali traboccavano di spuma bianca. La cameriera, che era irlandese, diede loro qualche consiglio sulle tappe da fare. Non capirono nulla, erano al terzo giro di Guinness. Seb, rosso in faccia, canticchiava il ritornello di una canzone degli U2. Anto si fece prestare la chitarra da uno del pub e provò ad accompagnarlo.
L’entusiasmo trapelava da ogni respiro.
“Sarà un grande viaggio. Ho una lista dei migliori pub di Dublino. Sandy! Chi la sente se bevo troppo…” sbiascicò Seb.
“Dai, passiamo a prenderla” disse Anto, abbassando lo sguardo. Quindi Sandy sarebbe venuta. Chissà se avrebbe retto. Non lei, ma lui, accanto a Sandy per quindici giorni, nel ruolo dell’amico della ragazza che si desidera.
I due si trascinarono fuori dal pub a fatica.
“Dicono che è facile che si incontri Bono a Dublino, se siamo fortunati! Pensa che fico. Tu che mi fai una foto mentre lo abbraccio. Che ne dici?”
“Dai, che ne so…io vorrei passare per il nord, Belfast merita più di Dublino. Ma sicuro la birra non mancherà!”
Tra progetti, risate e canzoni gridate da uno stereo andato, la vecchia Ford li portò borbottando sotto casa di Sandy.
Anche Roby li stava raggiungendo. Aveva appena staccato e ora accelerava sulla moto. Era impaziente di mostrare al gruppo l’itinerario. Da Dublino si sarebbero diretti verso sud, una tappa a Kilkenny e poi subito via verso le falesie a ovest, lasciando Limerick e tutte quelle stronzate alle spalle. Solo natura incontaminata. Era il più organizzato e metodico dei quattro, non avrebbe lasciato nulla al caso.
Ora c’erano tutti, seduti a un tavolo da Oliver’s. Alla vista dei biglietti dell’aerero Sandy sorrise smagliante. Roby attaccò a parlarle del giro che avrebbero fatto ma lei non era così convinta di saltare Limerick, intanto Seb stava leggendo la lista dei pub, ma nessuno gli prestava attenzione. Anto li lasciava parlare. Guardare Sandy lo appagava già. Poterle parlare e avvicinarla un po’. Qualsiasi itinerario insieme a una Guinness sarebbe andato bene.
Il giorno della partenza si respirava una strana tensione. Nella sala d’attesa del gate Seb, Sandy, Anto e Roby non riuscivano a stare seduti. Un aereo della Air Lingus era parcheggiato nel piazzale antistante e dalla vetrata si poteva assistere agli ultimi controlli di sicurezza. Era il loro aereo. L’annuncio li scosse dal quel torpore. Si guardarono rapidamente, sorrisero.

 

Alessandra Guenci

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